Data la quasi fine del nostro cammino e dato che NESSUNO e sottolineo NESSUNO ha fatto l'ultimo Pov (malissimo, la prossima campagna sarà stramegaipersuperobbligatorio!!!) inizio con la pubblicazione dei Bg.
Inizio con alcuni stralci di quello di Mk ;)
Al bambino, quando nacque, venne affidato un nome altisonante, per chi ne sapesse leggere l'origine: "luce dalla montagna" potrebbe essere il suo significato secondo la stessa antica lingua che da` il nome Goeh'yama al monte che sovrasta il villaggio di Doun'vik.
Nella regione di Doun, nel "vik" ovvero il suo villaggio piu` grande, nacque questo bambino nella prima ora del primo giorno di sole dopo 5 settimane di bufere di ghiaccio e neve. Era l'inverno piu` rigido che mai memoria d'uomo ricordasse, e in quella terra la gente gode di grande robustezza e saluta non da poco. Era l'alba ed inaspettatamente un sole intenso illumino` il versante opposto al Goeh'yama, sbucando dal grande crepaccio che spacca verticalmente il fiacco meridionale della grande montagna. Non appena la stanza si scaldo` ai raggi lasciati entrare attraverso le piccole finestre liberate dalla neve e private delle pesanti tende, la madre dono` la sua vita a questo piccolo figlio dei boschi.
Sul pavimento, sulle pelli e tra le coperte in cui poco prima la donna attendeva languendo e gemendo, giaceva da solo un piccolo frugoletto, ricoperto di sangue, terra e foglie gia` secche.
Cosi` nascono i figli dei druidi, sebbene questo in particolare possedesse ancora un padre, un uomo del villaggio, che fino all'ultimo suo respiro amo` la donna di cui non conobbe mai l'eta` ma con cui condivise amore, felicita` e un unico figlio. Non si stupi` quando tra le sue dita i capelli che fino ad un istante prima stava accarezzando divennero come sottili felci, appassirono e poi si tramutarono in polvere quando il bambino emise il suo primo vagito.
Commosso, triste e felice, puli` suo figlio con le sue stesse lacrime, mise due delle foglie secche tra le sue braccine ed i gracili fianchi e lo accosto` alla grande lupa distesa poco piu` in la` sul pavimento, accanto all'unico figlio che anche lei quello stesso giorno diede alla luce. Infine, chiamo` i due neonati secondo gli insegnamenti che la sua compagna aveva condiviso con lui: "luce dalla montagna" e "giovane lupo".
Caljyama Doun'Hik. Solitamente lo chiamano Cal'nj Hik, il saggio Cal della valle, ma piu` spesso Cal'manj, il folle Cal.
Nel dialetto della valle, si apostrofa -letteralmente- ogni persona con la sua caratteristica piu` spiccata, in Caliyama la sua saggezza ('nj) o la sua assenza ('manj) quantunque lo si voglia deridere o insultare.
Ma era indubbia la conoscenza che il giovane figlio di druida possedeva in merito a piante, arbusti, bacche, cicli solari e lunari, tempo atmosferico, crescita vegetale ed animale, corsi d'acqua e durezza del ghiaccio, compattezza della neve, resistenza delle rocce, solidita` di una caverna, eta` degli alberi e degli arbusti, fecondita` della terra, purezza del limo e nutrimento delle ceneri, tutto ereditato da suo padre, ma secondo una tradizione di gran lunga piu` antica.
Furono dei Bugbear infuriati ad ucciderne l'unico genitore: un gruppo di pazzi dalla citta` piu` a sud intendevano finanche spaccare la grande montagna pur di ricavarne il massimo quantitativo di mithril possibile, operazione a cui il villaggio ovviamente si opponeva. Fu cosi` che i "cittadini" incitarono molte tribu` di bugbear a rivoltarsi contro il vik ed usurparne il controllo delle miniere; inoltre non sicuri dell'affidabilita` per queste deviate creature, pagarono anche dei mercenari i quali pensarono bene di portarsi dietro qualche coboldo e qualche goblin.
Cio` che avvenne in quei giorni concitati viene ricordato negli annali custoditi nella "sala pubblica" della biblioteca dal vecchio Doqeon, mastro del villaggio, come "le notti degli artigli e delle frecce": il villaggio venne attaccato per 10 notti consecutive, sfruttando la stanchezza della popolazione, la vista fine dei bugbear, la mira dei coboldi e lo sprezzo per la vita dei mercenari. Durante il tramonto prima della settima notte, la capanna di Cal e suo padre situata molto al di fuori dall'abitato, venne raggiunta da una delle bestiali tribu`; l'uomo si stava ancora preparando per scendere verso il villaggio e fu sopraffatto dall'arrivo prematuro dei nemici. Lotto`, eccome se lotto`. Ed ebbe pure la meglio sui due esploratori, ma nonostante il suo temperamento ed il suo desiderio per la vita, non raggiunse mai piu` vivio il villaggio.
Tre giorni dopo torno` suo figlio, l'ancora giovane Caliyama, con assieme il piu` strano esercito che il villaggio avrebbe mai potuto pensare: i fulmini dal cielo rischiararono quell'ultima notte come il giorno della sua nascita e il suolo stesso sembrava animato tanti erano i serpenti, gli scoiattoli, i topi e le creature piu` piccole custodite dall'abbraccio della madre terra a rivoltarsi contro gli usurpatori. Uccelli di ogni dimensione afferravano in volo le frecce e strappavano di mano gli archi ai goblin. Fu una notte gloriosa e col soffio del brezza dell'alba ogni traccia della battaglia e dei nemici svani` tra gli alberi e le fratture delle rocce.
Il giorno che nacque poco dopo fu di cordoglio: le tombe furono scavate, gli amici ed i parenti uccisi adagiati al loro interno ed infine seppelliti della chiara terra di Doun.
Caliyama non era nel paese in quel momento. Era molto piu` in alto, oltre la sua capanna depredata, ai piedi di una rupe, con le mani lacere e sporche della terra che col suo fratello lupo aveva scavato per seppellire suo padre. Due ultime lacrime caddero sul viso dilaniato dell'uomo prima di coprirlo del tutto. Lo affido` alla comune genetrice e sorrise malinconicamente mentre lo vide finalmente assieme alla sua amata compagna morta tanti anni prima.
Tutti conoscevano Uyon'su, il giovane lupo di Caliyama.
Tutti conoscevano Caliyama.
Ma tutti ignoravano cosa avvenne nei giorni prima della "battaglia di terra e luce".
Il giovane Caliyama cerco` l'aiuto dagli uomini, che glielo rifiutarono, e dal bosco. Furono i druidi stessi a farsi trovare la sesta notte dopo la sua partenza, il volto triste ma gli occhi gioiosi. Gli raccontarono subito come la morte sia la ricchezza piu` grande della terra, la nascita la sua piu` possente arma. Il giovane ragazzo decifro` intimamente quelle parole e grosse lacrime gli inondarono gli occhi, gli rigarono le guance e gli bagnarono le mani.
Fu allora che partecipo` al primo rito: la morte e la nascita... di un fiore, che s'allungo` sinuoso dal terreno e sboccio` in pochi batter di ciglia, una corolla scura come gli occhi di un uomo di Doun, ed i petali chiari ed increspati come la pelle di un adulto che ha sempre vissuto tra le montagne. Stringendo le mani di due creature vestite di foglie e corteccia, fu accolto nella cerchia dell'ordine druidico di Doun ed inizio` a parteciparne dei segreti.
Volle, pero`, vivere sempre nella capanna dove nacque e vicino a dove seppelli` suo padre. Mai solo, sempre assieme al suo fratello, un giovane lupo eppure della sua stessa eta`. Si prese cura per anni della vallata, della montagna e delle popolazioni che vivevano o che passavano per quella terra.
Scopri` molte cose al di la` della grande montagna, oltrepassato il passo di Goeh, negli altopiani freddi e ruvidi dove orgogliosi clan di uomini e nani si mettevano da generazioni a dura prova con l'asperita` delle rocce.
Salvo` un'altra volta Doun'vik dalla morte piu` completa, quella che consuma ogni essere vivente dall'interno, risucchiandone e disperdendone la vita.
È acqua lo spirto,
Vena angusto greto,
La carne come Argento.
Morte ardente è l’empio intento.
La "morte ardente" colpi` e quasi consumo` il villaggio in un paio di settimane se i druidi non avessero mandato Cal'nj e un selezionato gruppo di avventurieri a trovarne e debellarne l'origine.
Tutto avvenne verso la fine di un inverno tre anni prima, quando le giornate diventano luminose e l'aria fredda asciuga ogni cosa e ti secca le labbra in un baleno: stregoni, cadaveri rianimati, animali deformi e deturpati ed una voce ... stridula, innaturale, come sangue spremuto tra le crepe di una roccia, come vita compressa e sgretolata dalla pressione di una sorgente. Tre grosse cicatrici sul braccio sinistro sono tutto cio` che ora rimane di quella storia; le miniere furono bonificate e riaperte; il villaggio curato e ristabilito.
Ma poi, il suo nome ancora una da Cal'nj torno` a diventare sempre piu` spesso Cal'manj, ed il folle Caliyama ricomincio` a vivere in disparte, a curare le sue piante ed i suoi animali, a condividere il freddo e la sete col suo fratello lupo.
Spostati Nano di Merda!
martedì 30 novembre 2010
lunedì 22 novembre 2010
BG Koos
KOOS
In gioventù il mio più grande desiderio è stato quello di seguire le orme di mio nonno. Lui era un potente guerriero, al servizio del Re, con terre, cavalli e ricchezze. Quel che più mi attirava della figura di mio nonno era la sua incrollabile volontà, il suo sprezzo del pericolo e la sua pietà nei confronti dei nemici catturati. Con lui il Regno prosperò e giunse la tanto agognata pace con le altre nazioni. L'ultima immagine che ho di mio nonno è lui, ormai anziano, ma ancora con una gran voglia di lottare per i suoi ideali in groppa al suo destriero che andava a fronteggiare le orde di goblin che avevano invaso il paese dal nord. Purtroppo, un po' per l'età, un po' per la Sorte, non ritornò mai dalla spedizione. I suoi compagni d'arma lo videro distintamente cadere circondato da quelle orrende bestie.
Provarono la notte a recuperare il corpo del loro condottiero, ma furono scoperti e costretti alla fuga, proprio quando stavano per riprendere la salma. L'unica cosa che sono riusciti a recuperare dall'accampamento (che Heironeous li benedica) fu la sua armatura, una splendida corazza di piastre con sbalzato sopra l'effigie della nostra divinità, il Sommo Heironeous, che sempre sia lodato.
La spada di famiglia, tramandata da generazioni, forgiata dai nani per i miei antenati fu smarrita, probabilmente depredata dai goblin sopravvissuti. Prego giorno e notte Heironeous perché esaudisca la mia preghiera, aiutandomi a recuperare quella sacra lama. La spada avava inciso sopra il nome del mastro forgiatore che l'aveva creata dal puro acciaio, Furgon, mentre sul pomolo stava la saetta di Heironeous, come monito per i nemici del bene.
All'epoca di questi avvenimenti erano passate dieci primavere sopra la mia testa. A quel tempo era giunto il momento di decidere il mio futuro. Fedele alla tradizione di famiglia, fui accolto a braccia aperte nei ranghi dei Cavalieri del Regno, il potente organismo devoto alla salvezza dei nostri sommi ideali. Nelle caserme dove avrei vissuto gran parte della mia fanciullezza c'erano una gran accozzaglia di individui, di ogni tipo e posizione sociale: c'erano i rampolli della migliore nobiltà, sempre schivi e silenziosi, solerti a combattere e a difendere l'onore della loro famiglia, i figli del popolo, gran lavoratori, sempre pronti a accogliere con canti di gioia la buona riuscita di un'impresa del loro eroe e infine c'eravamo noi, figli di cavalieri e di boiardi, ben consci che il nostro ricordo sarebbe sopravvissuto solo se le nostre imprese fossero state degne di lode.
Inoltre per ogni individuo c'era un comportamento: ubriaconi, avidi, giocatori d'azzardo, ma anche solerti fedeli, pii e umili. Tutte le sfaccettature della nostra società erano presenti nella piazza d'armi, pronti a difendere con le parole e con la spada i loro ideali.
Tra questi c'era una categoria a parte di combattenti: quasi emanavano luce propria, tanto erano splendenti. Erano tutti pesantemente corazzati, portavano elaborati scudi e armi lucenti. Non ve n'era uno che non fosse bello come una divinità. Si facevano chiamare Crociati.
La loro missione su questa terra, dicevano, era quella di seguire il bene e di portarlo ovunque fosse stato necessario, sia con la lama che con la voce. Erano soliti parlare prima di agire, con una parola buona per tutti, sempre pronti a difendere i più deboli o gli oppressi. Non ne ho mai visto uno ubriaco o sotto l'effetto di qualche droga, era sempre irreprensibili, ma giusti e non si curavano mai del loro profitto, pur di far valere la loro morale sopra tutto.
Gran parte di loro riverivano Heironeous, il dio del Valore. Erano sempre pronti a sobbarcarsi una cerca o a difendere qualche popolazione oppressa: implacabili con i nemici, non li ho mai visti però negare la grazia a un malvivente pentito.
In loro c'era qualche goccia di potere divino, poiché le loro capacità in combattimento erano ben oltre di quelle di un semplice guerriero. Avevano la capacità di curare un alleato ferito semplicemente toccandolo, non li ho mai visti ammalati o soffrenti a causa di un epidemia e in loro era insito un innato potere taumaturgico, per il quale potevano guarire e curare un malato da qualsiasi tipo di malattia, magica o naturale.
Quasi tutti avevano un cavallo o una bestia da soma: tale animale sembrava sempre più intelligente tra i suoi pari ed era dotato inoltre di alcuni poteri innati che nelle leggende sono attribuibili solamente agli angeli o ai protettori dei cieli.
Inutile dirlo: erano come mio nonno da giovane ed io me ne innamorai.
Una volta preso coraggio mi avvicinai a loro e chiesi se potevo entrare anche io in quell'ordine così splendente e munifico. Purtroppo anche la gentilezza infrange i sogni. Mi dissero, in maniera molto garbata, che non si poteva “entrare” nell'ordine, ma bisognava essere chiamati dalla divinità, che solo Heironeous in persona poteva conferire o risvegliare la vocazione in un individuo per farlo divenire come loro.
Purtroppo ne uscii devastato. Passai mesi a piangere sulla mia cattiva Sorte. Divenni svogliato e stanco, mangiavo a malapena, non parlavo mai. Il maestro cavaliere era sinceramente preoccupato del mio destino e un giorno venne a parlarmi. Mi ricordo ancora distintamente le sue parole:
“Senti Koos, la vita è troppo breve per essere buttata via su sogni infranti. Devi riscuoterti dal tuo torpore, prendere la Sorte per le corna e sconfiggerla. Solamente se deciderai di fare della tua vita ciò che TU vuoi essa ti sorriderà, altrimenti verrai solamente sommerso dagli eventi e il tuo nome sarà presto dimenticato.”
Ovviamente aveva ragione. Passai altre cinque primavere a rafforzarmi nel corpo e nello spirito, pregando ogni giorno affinché l'Invincibile Heironeous decidesse di annoverarmi tra i suoi eletti.
Finalmente, dopo una notte di preghiera ricevetti la Chiamata!
Mi accasciai esausto sopra l'altare e per sbaglio mi assopii. In sogno mi apparve un essere dorato, dotato di ali, che suonava una tromba d'oro puro. Al suo seguito una folta schiera celeste e nel mezzo Lui, Heironeous, che mi sorrideva e mi tendeva la sua mano. Poi, con voce roboante, disse:
“Koos!!!!! Io sono Heironeous, l'Invincibile! Ti ho osservato a lungo, notando i tuoi progressi nella fede, la tua incrollabile fiducia nel prossimo e il tuo ardore nella lotta per sconfiggere le forze del male. Ora ti chiamo tra le mie schiere, per servirmi e proteggere chiunque chieda il tuo aiuto. Da me rinascerai, pronto a sconfiggere il male e le sue tentazioni. Da me riceverai protezione e potere, per meglio adempiere al tuo luminoso destino! Destati Koos e vai a compiere le meraviglie per cui sei stato predestinato!”
La mia gioia il mattino seguente era indescrivibile. Corsi per tutto il complesso e la piazza d'armi saltando e gridando a squarciagola. Corsi dai Crociati, annunziando loro la mia visione! Erano li, tutti riuniti ad aspettarmi. Sulle loro facce si leggeva solo stupore, meraviglia e somma gioia. Mi spiegarono che Heironeous era apparso in sogno anche a loro, annunciando l'arrivo di un fanciullo, destinato a essere grande. Tale ragazzo sarebbe arrivato con grande strepito, portando gioia nei cuori.
Mi vestirono con candide vesti, mi diedero una nuova spada e rincominciarono il mio addestramento dalla base: le arti marziali erano molto sviluppate in me e non occorrevano di altre rifiniture. Mi istruivano nella fede e nei dogmi dell'Invincibile, con la speranza che essi mi sarebbero stati utili per un domani.
Ero raggiante. Mai come ora mi sentivo così completo e soddisfatto, ero nei miei giorni migliori: la mia vocazione al bene, unita alla dedizione che riuscivo a mettere nelle cose mi portavano al di là del normale essere umano: ero semplicemente straordinario.
Passarono così altre cinque primavere sopra la mia testa. Mi ero fatto un bell'uomo: alto, biondo e con uno sguardo incrollabile, pronto a reggere le sorti del bene nelle mie mani. Le poche volte che la mia famiglia veniva in visita alla fortezza erano per me motivo di grande gioia. Mio padre mi esortava a continuare la mia vocazione, di essere irreprensibile e saldo nella fede, mia madre vedeva in me i connotati di suo suocero, che tanto l'avevano colpita in gioventù.
Raggiunte le venti primavere ricevetti il congedo dalla fortezza: il Re in persona venne a darci il saluto, passando davanti a noi perfettamente schierati: quale esempio di forza e di incorruttibilità eravamo.
La cerimonia che però più mi ha colpito è avvenuta nel tempio di Heironeous, dove il mio grande maestro, nonché capo dell'ordine mi congedò, affidandomi la mia prima cerca, il mio primo dovere nei confronti dell'Unico. Avrei potuto comunque ritornare nella fortezza ogni qual volta avessi avuto bisogno di un aiuto o di un consiglio, sia materiale che spirituale. Il maestro mi disse:
“Va. Che l'Unico ti porti sotto le sue ali e che tu non possa mai avere timore delle sfide che dovrai compiere. Arduo sarà il tuo cammino e difficile la strada che hai intrapreso, ma non ho dubbi che l'Invincibile abbia fatto una saggia scelta nell'accoglierti nelle sue schiere. I suoi disegni sono imperscrutabili, ma sono sicuro che ovunque lui abbia voglia di dirigerti tu darai sempre il meglio di te, mostrando a tutti la tua fede e il tuo incrollabile coraggio.”
Con me portai solamente le mie vesti, l'armatura di mio nonno che ho indosso tuttora, il suo scudo e i sacri simboli di Heironeous. Nel mio zaino c'era solamente il necessario per sopravvivere per poche settimane e l'equipaggiamento da alchimista che mi ricordava i dolci momenti giovanili.
Abbandonai la fanciullezza e entrai nel mondo da adulto, da Crociato, pronto a portare la luce del bene ovunque fosse necessario, pronto a estirpare il male in tutte le sue forme.
In gioventù il mio più grande desiderio è stato quello di seguire le orme di mio nonno. Lui era un potente guerriero, al servizio del Re, con terre, cavalli e ricchezze. Quel che più mi attirava della figura di mio nonno era la sua incrollabile volontà, il suo sprezzo del pericolo e la sua pietà nei confronti dei nemici catturati. Con lui il Regno prosperò e giunse la tanto agognata pace con le altre nazioni. L'ultima immagine che ho di mio nonno è lui, ormai anziano, ma ancora con una gran voglia di lottare per i suoi ideali in groppa al suo destriero che andava a fronteggiare le orde di goblin che avevano invaso il paese dal nord. Purtroppo, un po' per l'età, un po' per la Sorte, non ritornò mai dalla spedizione. I suoi compagni d'arma lo videro distintamente cadere circondato da quelle orrende bestie.
Provarono la notte a recuperare il corpo del loro condottiero, ma furono scoperti e costretti alla fuga, proprio quando stavano per riprendere la salma. L'unica cosa che sono riusciti a recuperare dall'accampamento (che Heironeous li benedica) fu la sua armatura, una splendida corazza di piastre con sbalzato sopra l'effigie della nostra divinità, il Sommo Heironeous, che sempre sia lodato.
La spada di famiglia, tramandata da generazioni, forgiata dai nani per i miei antenati fu smarrita, probabilmente depredata dai goblin sopravvissuti. Prego giorno e notte Heironeous perché esaudisca la mia preghiera, aiutandomi a recuperare quella sacra lama. La spada avava inciso sopra il nome del mastro forgiatore che l'aveva creata dal puro acciaio, Furgon, mentre sul pomolo stava la saetta di Heironeous, come monito per i nemici del bene.
All'epoca di questi avvenimenti erano passate dieci primavere sopra la mia testa. A quel tempo era giunto il momento di decidere il mio futuro. Fedele alla tradizione di famiglia, fui accolto a braccia aperte nei ranghi dei Cavalieri del Regno, il potente organismo devoto alla salvezza dei nostri sommi ideali. Nelle caserme dove avrei vissuto gran parte della mia fanciullezza c'erano una gran accozzaglia di individui, di ogni tipo e posizione sociale: c'erano i rampolli della migliore nobiltà, sempre schivi e silenziosi, solerti a combattere e a difendere l'onore della loro famiglia, i figli del popolo, gran lavoratori, sempre pronti a accogliere con canti di gioia la buona riuscita di un'impresa del loro eroe e infine c'eravamo noi, figli di cavalieri e di boiardi, ben consci che il nostro ricordo sarebbe sopravvissuto solo se le nostre imprese fossero state degne di lode.
Inoltre per ogni individuo c'era un comportamento: ubriaconi, avidi, giocatori d'azzardo, ma anche solerti fedeli, pii e umili. Tutte le sfaccettature della nostra società erano presenti nella piazza d'armi, pronti a difendere con le parole e con la spada i loro ideali.
Tra questi c'era una categoria a parte di combattenti: quasi emanavano luce propria, tanto erano splendenti. Erano tutti pesantemente corazzati, portavano elaborati scudi e armi lucenti. Non ve n'era uno che non fosse bello come una divinità. Si facevano chiamare Crociati.
La loro missione su questa terra, dicevano, era quella di seguire il bene e di portarlo ovunque fosse stato necessario, sia con la lama che con la voce. Erano soliti parlare prima di agire, con una parola buona per tutti, sempre pronti a difendere i più deboli o gli oppressi. Non ne ho mai visto uno ubriaco o sotto l'effetto di qualche droga, era sempre irreprensibili, ma giusti e non si curavano mai del loro profitto, pur di far valere la loro morale sopra tutto.
Gran parte di loro riverivano Heironeous, il dio del Valore. Erano sempre pronti a sobbarcarsi una cerca o a difendere qualche popolazione oppressa: implacabili con i nemici, non li ho mai visti però negare la grazia a un malvivente pentito.
In loro c'era qualche goccia di potere divino, poiché le loro capacità in combattimento erano ben oltre di quelle di un semplice guerriero. Avevano la capacità di curare un alleato ferito semplicemente toccandolo, non li ho mai visti ammalati o soffrenti a causa di un epidemia e in loro era insito un innato potere taumaturgico, per il quale potevano guarire e curare un malato da qualsiasi tipo di malattia, magica o naturale.
Quasi tutti avevano un cavallo o una bestia da soma: tale animale sembrava sempre più intelligente tra i suoi pari ed era dotato inoltre di alcuni poteri innati che nelle leggende sono attribuibili solamente agli angeli o ai protettori dei cieli.
Inutile dirlo: erano come mio nonno da giovane ed io me ne innamorai.
Una volta preso coraggio mi avvicinai a loro e chiesi se potevo entrare anche io in quell'ordine così splendente e munifico. Purtroppo anche la gentilezza infrange i sogni. Mi dissero, in maniera molto garbata, che non si poteva “entrare” nell'ordine, ma bisognava essere chiamati dalla divinità, che solo Heironeous in persona poteva conferire o risvegliare la vocazione in un individuo per farlo divenire come loro.
Purtroppo ne uscii devastato. Passai mesi a piangere sulla mia cattiva Sorte. Divenni svogliato e stanco, mangiavo a malapena, non parlavo mai. Il maestro cavaliere era sinceramente preoccupato del mio destino e un giorno venne a parlarmi. Mi ricordo ancora distintamente le sue parole:
“Senti Koos, la vita è troppo breve per essere buttata via su sogni infranti. Devi riscuoterti dal tuo torpore, prendere la Sorte per le corna e sconfiggerla. Solamente se deciderai di fare della tua vita ciò che TU vuoi essa ti sorriderà, altrimenti verrai solamente sommerso dagli eventi e il tuo nome sarà presto dimenticato.”
Ovviamente aveva ragione. Passai altre cinque primavere a rafforzarmi nel corpo e nello spirito, pregando ogni giorno affinché l'Invincibile Heironeous decidesse di annoverarmi tra i suoi eletti.
Finalmente, dopo una notte di preghiera ricevetti la Chiamata!
Mi accasciai esausto sopra l'altare e per sbaglio mi assopii. In sogno mi apparve un essere dorato, dotato di ali, che suonava una tromba d'oro puro. Al suo seguito una folta schiera celeste e nel mezzo Lui, Heironeous, che mi sorrideva e mi tendeva la sua mano. Poi, con voce roboante, disse:
“Koos!!!!! Io sono Heironeous, l'Invincibile! Ti ho osservato a lungo, notando i tuoi progressi nella fede, la tua incrollabile fiducia nel prossimo e il tuo ardore nella lotta per sconfiggere le forze del male. Ora ti chiamo tra le mie schiere, per servirmi e proteggere chiunque chieda il tuo aiuto. Da me rinascerai, pronto a sconfiggere il male e le sue tentazioni. Da me riceverai protezione e potere, per meglio adempiere al tuo luminoso destino! Destati Koos e vai a compiere le meraviglie per cui sei stato predestinato!”
La mia gioia il mattino seguente era indescrivibile. Corsi per tutto il complesso e la piazza d'armi saltando e gridando a squarciagola. Corsi dai Crociati, annunziando loro la mia visione! Erano li, tutti riuniti ad aspettarmi. Sulle loro facce si leggeva solo stupore, meraviglia e somma gioia. Mi spiegarono che Heironeous era apparso in sogno anche a loro, annunciando l'arrivo di un fanciullo, destinato a essere grande. Tale ragazzo sarebbe arrivato con grande strepito, portando gioia nei cuori.
Mi vestirono con candide vesti, mi diedero una nuova spada e rincominciarono il mio addestramento dalla base: le arti marziali erano molto sviluppate in me e non occorrevano di altre rifiniture. Mi istruivano nella fede e nei dogmi dell'Invincibile, con la speranza che essi mi sarebbero stati utili per un domani.
Ero raggiante. Mai come ora mi sentivo così completo e soddisfatto, ero nei miei giorni migliori: la mia vocazione al bene, unita alla dedizione che riuscivo a mettere nelle cose mi portavano al di là del normale essere umano: ero semplicemente straordinario.
Passarono così altre cinque primavere sopra la mia testa. Mi ero fatto un bell'uomo: alto, biondo e con uno sguardo incrollabile, pronto a reggere le sorti del bene nelle mie mani. Le poche volte che la mia famiglia veniva in visita alla fortezza erano per me motivo di grande gioia. Mio padre mi esortava a continuare la mia vocazione, di essere irreprensibile e saldo nella fede, mia madre vedeva in me i connotati di suo suocero, che tanto l'avevano colpita in gioventù.
Raggiunte le venti primavere ricevetti il congedo dalla fortezza: il Re in persona venne a darci il saluto, passando davanti a noi perfettamente schierati: quale esempio di forza e di incorruttibilità eravamo.
La cerimonia che però più mi ha colpito è avvenuta nel tempio di Heironeous, dove il mio grande maestro, nonché capo dell'ordine mi congedò, affidandomi la mia prima cerca, il mio primo dovere nei confronti dell'Unico. Avrei potuto comunque ritornare nella fortezza ogni qual volta avessi avuto bisogno di un aiuto o di un consiglio, sia materiale che spirituale. Il maestro mi disse:
“Va. Che l'Unico ti porti sotto le sue ali e che tu non possa mai avere timore delle sfide che dovrai compiere. Arduo sarà il tuo cammino e difficile la strada che hai intrapreso, ma non ho dubbi che l'Invincibile abbia fatto una saggia scelta nell'accoglierti nelle sue schiere. I suoi disegni sono imperscrutabili, ma sono sicuro che ovunque lui abbia voglia di dirigerti tu darai sempre il meglio di te, mostrando a tutti la tua fede e il tuo incrollabile coraggio.”
Con me portai solamente le mie vesti, l'armatura di mio nonno che ho indosso tuttora, il suo scudo e i sacri simboli di Heironeous. Nel mio zaino c'era solamente il necessario per sopravvivere per poche settimane e l'equipaggiamento da alchimista che mi ricordava i dolci momenti giovanili.
Abbandonai la fanciullezza e entrai nel mondo da adulto, da Crociato, pronto a portare la luce del bene ovunque fosse necessario, pronto a estirpare il male in tutte le sue forme.
domenica 21 novembre 2010
sessione X pov torvald
E’ un momento difficile per me, ma ricco di opportunità. Nelle ultime vicende ho messo a nudo una parte di me stesso che ancora non conoscevo bene, nonostante i numerosi inverni trascorsi dopo la mia umile nascita. I limiti che credevo di aver superato dopo lunghi addestramenti ed esperienze mi hanno posto davanti a nuove responsabilità. Dopo numerose preghiere e riflessioni ho capito che mi trovo appena a metà del cammino che mi attende, che devo trovare nuove risorse in me stesso per portare avanti un compito al di sopra delle normali aspettative. Solo così potrò rendere onore al titolo di cui Pelor mi ha investito e portare giustizia e bene tra i fedeli. Porterò avanti questo ragionamento più possibile nei prossimi giorni, così forse riuscirò a raggiungere il livello di consapevolezza che cerco!
“Zefiro d’Oriente”, questa scritta non mi è nuova, anzi mi trasmette familiarità e sollievo sapere che qui mi incontrerò nuovamente con la compagnia d’avventura a cui appartengo. Noto che tutti avvertono la mia stessa mancanza: la Dama Bianca non c’è più e senza di Lei si avverte un vuoto dentro… Le risposte sono da cercare nel castello del Conte! Prima occorre far luce su altri fatti concomitanti… Aggirandoci per le vie deserte della città, una figura dall’aspetto insolito spicca il volo e atterrà sul tetto di un’abitazione. Poco dopo ci attacca con delle frecce! Empia creatura che non conosce la Luce di tutto ciò hce è animato su questa Terra! Purtroppo sono lento ad estrarre la balestra, ma Koos trova ispirazione in Heironeous e riesce a colpirlo. Intanto Aaron dà libero sfogo alla sua indole barbarica e si arrampica lungo le pareti che lo dividono dal nostro nemico. Vedo la lotta selvaggia tra i due, Aaron perde l’equilibrio, Pelor assistilo: la sua anima è pura e sotto la giusta guida può essere fautore di opere di Bene degne del Tuo nome!! Lascia che lo affianchi ancora!! Le mie preghiere sono esaudite: Aaron cadendo afferra la bestia e la fa schiantare al suolo sotto il suo peso!! Trionfante si erge sul corpo esanime e ne separa la testa dal collo come trofeo! In realtà non approvo molto che turbi l’anima del caduto e dia tanto spettacolo di sé, ma se Pelor l’ha salvato avrà previsto anche questo!
Più tardi una freccia mi sfiora il volto: per poco non mi colpisce mortalmente! Aaron e Koos credono per un momento che sia stato io, ma presto capiscono che siamo nuovamente attaccati. Per più volte vengo sfiorato dalle frecce, mi nascondo dietro ad una porta e cerco di individuare il bersaglio. Con me c’è Ays, ma non riesce nemmeno lei a individuare gli aggressori! Solo i servi dell’oscurità possono colpire senza farsi vedere… Ad un certo punto due frecce mi colpiscono in pieno petto, vengo sopraffatto dal dolore e non mi è possibile fare molto in aiuto agli altri. Aaron e Koos ci raggiungono: la minaccia è svanita. Sono molto debilitato… Vengo riaccompagnato alla locanda “Zefiro d’Oriente”. Qui ritroviamo Sarav, il quale condivide un’informazione: siamo stati attaccati da una gilda di assassini, la Gilda del Velo Oscuro. Dopo ore passate ai tavoli riesco a trovare la concentrazione e incanalo l’energia che scorre in me per riportare in piena salute me e i miei compagni prima della nottata.
Durante la notte i miei sogni si colorano di tinte oscure, voci e urla disperate rendono il mio sogno inquieto, vedo di fronte a me un portale…
Al risveglio ci rendiamo conto di aver avuto tutti lo stesso presagio…
Ci dirigiamo verso il castello. Una gran folla si è raccolta all’ingresso: il Conte sta per parlare! Il suo discorso mi infastidisce, ha proibito la fiera, l’uso delle armi e il culto delle divinità del Bene! Ha dichiarati i miei servigi illegali e pericolosi per la comunità cittadina!! Per la Luce di Pelor, questa è blasfemia!! Solo un tiranno può essere capace di tutto questo!! Ays nota che dietro al Conte si nasconde una figura dall’aria subdola. Serve infiltrarsi nel castello, intanto faccio uso del mantello donato da Koos per coprirmi. E’ dissacrante celare i simboli sacri della fede in Pelor, ma non vedo alternativa se non la morte certa. I nostri dialoghi vengono interrotti da frecce che cercano di colpirci. Ci sparpagliamo, cerco di riparo e poi mi guardo intorno alla ricerca degli assalitori. Perdo di vista i miei compagni. Individuo poi Aaron e Koos in un altro edificio e faccio cenno loro per capire se è prudente attraversare la strada. Ays vede qualcosa e Aaron scatta nella direzione del pericolo. Non gli manca il fegato a quel ragazzo!! Vedo l’assassino alla finestra che d’un tratto scompare, come smaterializzato…
Dopo poco tempo sento un boato incredibile… La terra trema, si solleva una gran nube di polvere, il mio cuore teme una terribile perdita. Già cerco di trattenermi dal versare una lacrima quando la mia anima si colma di gioia!! Aaron e Ays fanno ritorno incolumi!! Sono ricoperti da polvere di calcinaccio… Usciamo in strada: la fontana a lato della via è scaraventata poco più in là e la casa sull’altro lato non ha più un tetto che la protegga dalle intemperie!! Non serve farsi domande, mi basta un flash nella mia memoria: un cratere nel cortile di un monastero abbandonato… Non c’è dubbio: il barbaro ha abbattuto la copertura della casa per annientare il nemico!! Pelor mi ha dato un altro segno di fiducia nel ragazzo della montagna selvaggia!! Siano tessute le sue lodi!!
Mi preoccupo della salute dei miei compagni: Koos è visibilmente quello con la cera peggiore. Da un rapido esame capisco che è vittima di un avvelenamento da freccia da cui non posso liberarlo. Anche Aaron è ferito, ma sembra non curarsene, tuttavia è bene che resti in salute, ormai potremmo venire attaccati ad ogni angolo di questa città maledetta!
Raggiungiamo il Tempio del Lucente, dobbiamo cercare Folgrim e Marit, anche loro portatori di Luce come me! Una volta aperte le porte d’ingresso uno spettacolo raccapricciante mi colpisce come un dardo al cuore! Il Tempio è stato dissacrato, i simboli del mio Dio cancellati o alterati da mano sacrilega, un’alta colonna di fuoco si innalza dal centro della sala in modo minaccioso! Per le virtù di Pelor, come hanno potuto fare questo?? Devo vendicare tale scempio, poiché compiuto da chi è consapevole del proprio agire malefico. Koos ha un’aria disturbata, sente il Male che pervade l’ambiente una volta sacro!!
Dalle fiamme vediamo una figura potente e demoniaca accoglierci con odio e sete di sangue, due bestie infernali dall’aspetto canino corrono verso di noi per nutrirsi delle nostre carni!
L’offesa arrecatami da tale scempio mi dà però la forza per agire. Nuove responsabilità… Adesso mi è più chiaro quali! I miei poteri non possono rivaleggiare con quelli della figura al centro del Tempio, ma c’è chi può annientarlo con la sola forza brutale delle sue mani: Aaron! Sento che Pelor approva dall’alto e decido che è il momento di giocare la migliore carte nel mio mazzo!
Estraggo una pergamena e la legga focalizzando la mia attenzione su ogni singola parola. Il barbaro si trasforma: la sua altezza aumenta quasi a dismisura, l’eco dei suoi passi si fa più forte, la muscolatura si gonfia e si tende, le vene sporgono in modo evidente!! Aaron è più forte che mai e pronto a schiacciare il blasfemo!! Non curante si fa avvolgere dalle fiamme per sfoderare una potente serie di colpi!!
Intanto faccio un altro sforzo e faccio uso di un altro rotolo di pergamena per sollevare per qualche istante Koos dalla sua debolezza da avvelenamento! Questo gesto gli dà vigore e può così annientare uno dei segugi infernali! Intanto il blasfemo contrattacca e si rivela più intelligente del previsto: riesce a bloccare Aaron! Questa non ci voleva, gli effetti della mia lettura svaniranno dopo breve tempo! Non faccio a tempo a recitare alcuni versi che ho imparato la scorsa notte o ad estrarre una pozione acquistata al mercato magico che il nemico della Luce fa esplodere tutti gli oggetti di vetro e mi spossa il fisico rendendomi incapace di compiere ogni sorta di azione. Intanto i miei amici resistono e dopo qualche istante torno operativo. Aaron è ancora bloccato, mi concentro e riesco a spezzare le catene invisibili che lo costringono. C’è intesa tra noi in combattimento, per Pelor!!!! Un colpo decisivo e il profanatore è distrutto per sempre!!!
Aaron ritorna alle sue dimensioni usuali e mi guarda come se gli avessi fatto dono di una soddisfazione grandissima! Da parte mia sono felice di aver vendicato il nome di Pelor, sebbene non possa fare altro per ridonare splendore al Tempio.
Una voce si insinua nella mia testa. All’inizio non credo alla fondatezza delle affermazioni che mi giungono all’orecchio, ma poi sento la voce del mio vecchio Maestro Bjorn!! Il suo accento dell’ovest è inconfondibile, nessuna imitazione sarebbe così realistica, come avrà fatto a trovarmi? Ma non può essere che lui! Mi rivela che il paladino in realtà non è altro che un traditore, che è stato lui a ordire tutto questo!! Come ho potuto fidarmi di lui, ha danneggiato il Tempio e stretto un patto con il Dio rivale Hextor!! Non devo però far trasparire troppo questa mia informazione, meglio se mi allontano silenziosamente verso il luogo che Bjorn mi indica. Con me camminano Ays e Aaron. Aaron cammina più lentamente, lo perdo di vista, insieme ad Ays entro nella stanza a lato della sala. Forse Aaron ha deciso di punire Koos per il suo operato.
Si sente confusione nella sala, come di lotta. Ad un tratto la mia mente vede limpido! Per Pelor, sono stato vittima di un subdolo inganno!! Un dolore si fa largo nel mio animo: sento di aver perso un amico!! Raggiungo la sala, Aaron raccoglie il corpo esanime di Koos e lo lancia nel fuoco al centro. Le fiamme per un attimo diventano azzurre e il Tempio ritorna luminoso come un tempo! Il sacrificio di Koos ha riconsacrato l’altare di Pelor! Il barbaro mi mostra il cervello di Koos: devo proprio insegnargli che certi gesti possono essere interpretati male… Gli dico di gettare nelle fiamme anche l’ultima parte di Koos ancora integra su questa Terra! Poi mi piego in ginocchio e piango all’idea che abbia donato la vita per salvarci tutti! I miei pensieri vanno ai suoi cari: la sua morte non è stata vana!
“Zefiro d’Oriente”, questa scritta non mi è nuova, anzi mi trasmette familiarità e sollievo sapere che qui mi incontrerò nuovamente con la compagnia d’avventura a cui appartengo. Noto che tutti avvertono la mia stessa mancanza: la Dama Bianca non c’è più e senza di Lei si avverte un vuoto dentro… Le risposte sono da cercare nel castello del Conte! Prima occorre far luce su altri fatti concomitanti… Aggirandoci per le vie deserte della città, una figura dall’aspetto insolito spicca il volo e atterrà sul tetto di un’abitazione. Poco dopo ci attacca con delle frecce! Empia creatura che non conosce la Luce di tutto ciò hce è animato su questa Terra! Purtroppo sono lento ad estrarre la balestra, ma Koos trova ispirazione in Heironeous e riesce a colpirlo. Intanto Aaron dà libero sfogo alla sua indole barbarica e si arrampica lungo le pareti che lo dividono dal nostro nemico. Vedo la lotta selvaggia tra i due, Aaron perde l’equilibrio, Pelor assistilo: la sua anima è pura e sotto la giusta guida può essere fautore di opere di Bene degne del Tuo nome!! Lascia che lo affianchi ancora!! Le mie preghiere sono esaudite: Aaron cadendo afferra la bestia e la fa schiantare al suolo sotto il suo peso!! Trionfante si erge sul corpo esanime e ne separa la testa dal collo come trofeo! In realtà non approvo molto che turbi l’anima del caduto e dia tanto spettacolo di sé, ma se Pelor l’ha salvato avrà previsto anche questo!
Più tardi una freccia mi sfiora il volto: per poco non mi colpisce mortalmente! Aaron e Koos credono per un momento che sia stato io, ma presto capiscono che siamo nuovamente attaccati. Per più volte vengo sfiorato dalle frecce, mi nascondo dietro ad una porta e cerco di individuare il bersaglio. Con me c’è Ays, ma non riesce nemmeno lei a individuare gli aggressori! Solo i servi dell’oscurità possono colpire senza farsi vedere… Ad un certo punto due frecce mi colpiscono in pieno petto, vengo sopraffatto dal dolore e non mi è possibile fare molto in aiuto agli altri. Aaron e Koos ci raggiungono: la minaccia è svanita. Sono molto debilitato… Vengo riaccompagnato alla locanda “Zefiro d’Oriente”. Qui ritroviamo Sarav, il quale condivide un’informazione: siamo stati attaccati da una gilda di assassini, la Gilda del Velo Oscuro. Dopo ore passate ai tavoli riesco a trovare la concentrazione e incanalo l’energia che scorre in me per riportare in piena salute me e i miei compagni prima della nottata.
Durante la notte i miei sogni si colorano di tinte oscure, voci e urla disperate rendono il mio sogno inquieto, vedo di fronte a me un portale…
Al risveglio ci rendiamo conto di aver avuto tutti lo stesso presagio…
Ci dirigiamo verso il castello. Una gran folla si è raccolta all’ingresso: il Conte sta per parlare! Il suo discorso mi infastidisce, ha proibito la fiera, l’uso delle armi e il culto delle divinità del Bene! Ha dichiarati i miei servigi illegali e pericolosi per la comunità cittadina!! Per la Luce di Pelor, questa è blasfemia!! Solo un tiranno può essere capace di tutto questo!! Ays nota che dietro al Conte si nasconde una figura dall’aria subdola. Serve infiltrarsi nel castello, intanto faccio uso del mantello donato da Koos per coprirmi. E’ dissacrante celare i simboli sacri della fede in Pelor, ma non vedo alternativa se non la morte certa. I nostri dialoghi vengono interrotti da frecce che cercano di colpirci. Ci sparpagliamo, cerco di riparo e poi mi guardo intorno alla ricerca degli assalitori. Perdo di vista i miei compagni. Individuo poi Aaron e Koos in un altro edificio e faccio cenno loro per capire se è prudente attraversare la strada. Ays vede qualcosa e Aaron scatta nella direzione del pericolo. Non gli manca il fegato a quel ragazzo!! Vedo l’assassino alla finestra che d’un tratto scompare, come smaterializzato…
Dopo poco tempo sento un boato incredibile… La terra trema, si solleva una gran nube di polvere, il mio cuore teme una terribile perdita. Già cerco di trattenermi dal versare una lacrima quando la mia anima si colma di gioia!! Aaron e Ays fanno ritorno incolumi!! Sono ricoperti da polvere di calcinaccio… Usciamo in strada: la fontana a lato della via è scaraventata poco più in là e la casa sull’altro lato non ha più un tetto che la protegga dalle intemperie!! Non serve farsi domande, mi basta un flash nella mia memoria: un cratere nel cortile di un monastero abbandonato… Non c’è dubbio: il barbaro ha abbattuto la copertura della casa per annientare il nemico!! Pelor mi ha dato un altro segno di fiducia nel ragazzo della montagna selvaggia!! Siano tessute le sue lodi!!
Mi preoccupo della salute dei miei compagni: Koos è visibilmente quello con la cera peggiore. Da un rapido esame capisco che è vittima di un avvelenamento da freccia da cui non posso liberarlo. Anche Aaron è ferito, ma sembra non curarsene, tuttavia è bene che resti in salute, ormai potremmo venire attaccati ad ogni angolo di questa città maledetta!
Raggiungiamo il Tempio del Lucente, dobbiamo cercare Folgrim e Marit, anche loro portatori di Luce come me! Una volta aperte le porte d’ingresso uno spettacolo raccapricciante mi colpisce come un dardo al cuore! Il Tempio è stato dissacrato, i simboli del mio Dio cancellati o alterati da mano sacrilega, un’alta colonna di fuoco si innalza dal centro della sala in modo minaccioso! Per le virtù di Pelor, come hanno potuto fare questo?? Devo vendicare tale scempio, poiché compiuto da chi è consapevole del proprio agire malefico. Koos ha un’aria disturbata, sente il Male che pervade l’ambiente una volta sacro!!
Dalle fiamme vediamo una figura potente e demoniaca accoglierci con odio e sete di sangue, due bestie infernali dall’aspetto canino corrono verso di noi per nutrirsi delle nostre carni!
L’offesa arrecatami da tale scempio mi dà però la forza per agire. Nuove responsabilità… Adesso mi è più chiaro quali! I miei poteri non possono rivaleggiare con quelli della figura al centro del Tempio, ma c’è chi può annientarlo con la sola forza brutale delle sue mani: Aaron! Sento che Pelor approva dall’alto e decido che è il momento di giocare la migliore carte nel mio mazzo!
Estraggo una pergamena e la legga focalizzando la mia attenzione su ogni singola parola. Il barbaro si trasforma: la sua altezza aumenta quasi a dismisura, l’eco dei suoi passi si fa più forte, la muscolatura si gonfia e si tende, le vene sporgono in modo evidente!! Aaron è più forte che mai e pronto a schiacciare il blasfemo!! Non curante si fa avvolgere dalle fiamme per sfoderare una potente serie di colpi!!
Intanto faccio un altro sforzo e faccio uso di un altro rotolo di pergamena per sollevare per qualche istante Koos dalla sua debolezza da avvelenamento! Questo gesto gli dà vigore e può così annientare uno dei segugi infernali! Intanto il blasfemo contrattacca e si rivela più intelligente del previsto: riesce a bloccare Aaron! Questa non ci voleva, gli effetti della mia lettura svaniranno dopo breve tempo! Non faccio a tempo a recitare alcuni versi che ho imparato la scorsa notte o ad estrarre una pozione acquistata al mercato magico che il nemico della Luce fa esplodere tutti gli oggetti di vetro e mi spossa il fisico rendendomi incapace di compiere ogni sorta di azione. Intanto i miei amici resistono e dopo qualche istante torno operativo. Aaron è ancora bloccato, mi concentro e riesco a spezzare le catene invisibili che lo costringono. C’è intesa tra noi in combattimento, per Pelor!!!! Un colpo decisivo e il profanatore è distrutto per sempre!!!
Aaron ritorna alle sue dimensioni usuali e mi guarda come se gli avessi fatto dono di una soddisfazione grandissima! Da parte mia sono felice di aver vendicato il nome di Pelor, sebbene non possa fare altro per ridonare splendore al Tempio.
Una voce si insinua nella mia testa. All’inizio non credo alla fondatezza delle affermazioni che mi giungono all’orecchio, ma poi sento la voce del mio vecchio Maestro Bjorn!! Il suo accento dell’ovest è inconfondibile, nessuna imitazione sarebbe così realistica, come avrà fatto a trovarmi? Ma non può essere che lui! Mi rivela che il paladino in realtà non è altro che un traditore, che è stato lui a ordire tutto questo!! Come ho potuto fidarmi di lui, ha danneggiato il Tempio e stretto un patto con il Dio rivale Hextor!! Non devo però far trasparire troppo questa mia informazione, meglio se mi allontano silenziosamente verso il luogo che Bjorn mi indica. Con me camminano Ays e Aaron. Aaron cammina più lentamente, lo perdo di vista, insieme ad Ays entro nella stanza a lato della sala. Forse Aaron ha deciso di punire Koos per il suo operato.
Si sente confusione nella sala, come di lotta. Ad un tratto la mia mente vede limpido! Per Pelor, sono stato vittima di un subdolo inganno!! Un dolore si fa largo nel mio animo: sento di aver perso un amico!! Raggiungo la sala, Aaron raccoglie il corpo esanime di Koos e lo lancia nel fuoco al centro. Le fiamme per un attimo diventano azzurre e il Tempio ritorna luminoso come un tempo! Il sacrificio di Koos ha riconsacrato l’altare di Pelor! Il barbaro mi mostra il cervello di Koos: devo proprio insegnargli che certi gesti possono essere interpretati male… Gli dico di gettare nelle fiamme anche l’ultima parte di Koos ancora integra su questa Terra! Poi mi piego in ginocchio e piango all’idea che abbia donato la vita per salvarci tutti! I miei pensieri vanno ai suoi cari: la sua morte non è stata vana!
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